Chiara – Gatorade Zero (follower instagram)

“FAL-LO! FAL-LO! FAL-LO”

La folla che assiepava quel bugigattolo era impazzita. Volevano il loro spettacolo, e lei stava decidendo se darglielo o no.

“Andiamo, Ginny, di che cosa hai paura?”

“Una scommessa è una scommessa!”

“E tu…l’hai persa!”

Sghignazzavano, le stronze. Non consideravano il pericolo, la difficoltà, la messa in crisi della dignità. Soprattutto, non consideravano le conseguenze. Se avesse ceduto, niente sarebbe stato più come prima.

“Ascolta, ragazzina.” La voce rasposa di Sam le giunse all’orecchio come una carezza insidiosa. “A questo punto non puoi più tirarti indietro. Il branco sta decidendo se cullarti prima di dormire come una fottuta balia o farti fuori scegliendo con cura in quanti pezzettini rimandarti a casa. Quindi sta a te. O ci stai, o non ci stai mai più.”

E il branco, in effetti, tuonava.

“FAL-LO! FAL-LO! FAL-LO”

Prese un respiro, chiuse gli occhi. Buttò fuori l’aria. Li riaprì fissando Sam così intensamente da costringerlo ad abbassare i suoi con un ghigno imbarazzato. Prese il bicchiere.

“MI-SCHIA! MI-SCHIA!!!”

E mischiò.

Il sapore dolce del Gatorade Zero fu la prima cosa che sentì. Poi arrivò la schiuma della birra chiara ad accarezzarle il palato senza delicatezza. Ebbe un conato, ma si fece forza e deglutì. Poi – dopo un tempo sospeso che le parve infinito – ruttò. Fu un suono ancestrale, qualcosa di mostruoso e meraviglioso, un’onda di portata devastante. E poi, il silenzio. Si guardò intorno paralizzata.

L’applauso partì potente come l’adrenalina.

“L’ha fatto, dannazione, questa pulce ha fegato da vendere, Sam!”

“Una roba pazzesca, il pavimento ha tremato!”

“Benvenuta tra noi, Ginny dal Rutto Devastante!”

“Grazie” mormorò Ginevra con un piccolo rigurgito “Chissà che ne penserebbe mia madre”.