Violino – Cartone (follower instagram)

‘Attenzione! Avviso alla cittadinanza! Da oggi è vietato l’utilizzo di ogni tipo di carta, cartone, cartina, cartoncino come supporto per idee, parole, disegni e illustrazioni! Sono vietati i libri, i giornali, le pubblicazioni cartacee, gli archivi, i diari, i quaderni! Gli unici mezzi consentiti per la circolazione di idee e notizie sono quelli digitali! Andiamo verso il futuro, a testa alta: un futuro fatto di immediatezza, brevità e digitalizzazione! I cittadini e le cittadine che vìolino tali disposizioni saranno puniti con la reclusione!’

L’altoparlante del Palazzo Centrale faceva tremare le pareti. Era cominciata con la crociata ambientalista: limitare lo sfruttamento indiscriminato delle aree boscose, ridurre la produzione della carta per salvare il polmone verde del pianeta – ideali nobili, subito avallati dalle masse. Peccato che il Movimento Flora Viva nascondesse un manipolo di estremisti, pronti ad attuare un golpe che avrebbe rovesciato l’ordine costituito, per arrivare a vietare definitivamente la libertà d’espressione. Avevano via via ridotto il potere economico e politico delle testate e delle case editrici, mettendole all’angolo e apostrofandole come ‘distruttrici del pianeta’ durante quelle gogne social-digitali che erano lo sfogo prediletto dei leoni da tastiera; avevano favorito l’analfabetismo funzionale, togliendo poco a poco valore e dignità a chi avesse il dono del pensiero articolato e della perifrasi complessa, definendole pratiche da ‘professoroni distanti dalla gente’ e riducendo le comunicazioni a frasi brevissime, semplici e folgoranti, fatte di verità assolute quanto ambigue. Ed ora, il colpo finale: la soppressione della carta stampata. Alice era seduta, tremante, nella sua piccola biblioteca – una delle pochissime che avevano coraggiosamente resistito fino ad allora. Accanto a lei ‘Shantaram’, ‘La Storia Infinita’, ‘Vita Activa’, ‘Il Conte di Montecristo’, ‘I pilastri della Terra’, ‘L’ amica geniale’, ‘Stagioni diverse’, ‘Il secondo sesso’, ‘1984’, ‘1q84’, ‘La Storia’… Spessi di polvere antica, pesanti di mani passate, odorosi di parole vive, vive come lei che da un libro prendeva il nome. Avvicinò la mano tremante alla costa consunta di ‘Fahrenheit 451’.

E in quel momento seppe che mai, mai, si sarebbe arresa.